That thing that never vanished

That thing that never vanished

Inaugurazione mostra Zona Conce, Fabriano

Opening sabato 13 dicembre dalle 17:00

14 dicembre 2025 – 1 febbraio 2026

ZONA CONCE, Via Le Conce 76, Fabriano

Dal 14 Dicembre al 1° Febbraio il polo culturale polivalente di Fabriano Zona Conce ospita la mostra That thing that never vanished, dedicata al lavoro fotografico di Emanuele Satolli e accompagnata dall’omonimo libro pubblicato da Gost Books.

La mostra, realizzata da Zona e Gramma Studio grazie al contributo di Fondazione Carifac, in collaborazione con studioamatoriale, presenta oltre dieci anni di reportage fotografici realizzati nei principali scenari di conflitto e crisi umanitarie contemporanei.

Dall’Ucraina, seguita sin dal primo giorno dell’invasione russa, a Mosul e Raqqa durante le battaglie contro l’ISIS; da Gaza, all’Afghanistan, il lavoro di Satolli si concentra sull’esperienza individuale e sulla condizione umana esposta alla tragedia della guerra.

“In un’epoca dominata dalla proliferazione di immagini digitali — tra propaganda, disinformazione e produzioni sintetiche generate dall’intelligenza artificiale — il lavoro di Satolli riafferma il valore della fotografia come testimonianza diretta e custode della memoria”, scrive Giulia Tornari, fondatrice di Zona e Gramma Studio, curatrice della mostra.

“Le sue immagini documentano storie di persone e luoghi segnati dalla guerra e colpiscono per la prossimità ai soggetti fotografati, restituendo l’intimità delle esperienze vissute in contesti estremi, attraverso uno sguardo che coniuga rigore documentario e responsabilità etica.”

Nelle parole di James Marson, Ukraine Bureau Chief del The Wall Street Journal, nel testo di That thing that never vanished: “La guerra agita il sangue. I denti serrati. La mascella contratta. Il cuore batte forte. La morte è dietro l’angolo? È la tua morte, o quella di qualcun altro? La banalità della vita quotidiana svanisce. È qui, sul confine tra la vita e la morte, che si vive davvero. Tutto ha importanza, perché non esiste posta in gioco più alta.

Come siamo arrivati fin qui? Sono passati migliaia di anni, ma gli scopi della guerra non cambiano: difendere una patria, un popolo, una risorsa oppure – conquistarne una altrui. Anche ciò che spinge qualcuno alla guerra resta lo stesso: denaro, orgoglio, lealtà, ambizione.”