Felipe Romero Beltran

 DIALECT

Dialect ripercorre tre anni di nove giovani migranti marocchini esiliati in una sorta di limbo kafkiano a Siviglia, nel sud della Spagna. Quando i migranti entrano illegalmente nel Paese sono sottoposti a un lungo processo che può durare fino a tre anni per ottenere lo status legale. In questo stato di sospensione e liminalità, Felipe Romero Beltrán utilizza il corpo come metafora: servendosi di un linguaggio accuratamente articolato tra fotografia, performance e collaborazione, il peso di questo tempo morto viene trasferito sulle spalle di questi giovani uomini, entrando in dialogo con i loro ricordi, i loro viaggi e l’umiliante condizione dell’attesa e della migrazione. Insieme alle opere video e alla danza coreografica, Dialect apre un nuovo orizzonte per la fotografia documentaria, gettando una luce critica sulle pratiche di oppressione burocratica.

Felipe Romero Beltrán (1992) è un fotografo colombiano con base a Parigi. Ha conseguito un PhD in fotografia presso l’Universidad Complutense di Madrid. È noto per il suo lavoro artistico socialmente impegnato, che esplora temi legati alla migrazione e all’identità. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive a livello internazionale.
Beltrán ha pubblicato diversi libri: Magdalena (2020, Anómalas Editions), Dialect (2023, Loose Joints Publishing) e Bravo (2025, Loose Joints Publishing), quest’ultimo realizzato in collaborazione con la Fundación MAPFRE. Dialect ha ricevuto l’Aperture Portfolio Prize nel 2022 e, nel 2023, Beltrán ha vinto il premio Foam Paul Huf.