Voices

Inaugurazione mostra di un laboratorio partecipativo con alcune ragazze dell’insediamento di Salone, Roma

Inaugurazione giovedì 25 giugno dalle ore 15

Insediamento di Salone, Via di Salone 323 – Roma

Fotografie di Valentina Vannicola 

A cura di Zona

L’evento verrà inaugurato da Barbara Funari, assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale

La mostra è realizzata da Zona, in collaborazione con Associazione 21 luglio, No Peace Without Justice, SIMM- Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, e ROMAJUST. VOICES è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV).

VOICES nasce dall’incontro tra la pratica artistica di Valentina Vannicola e le storie, i desideri e le esperienze di alcune ragazze dell’insediamento di Salone. Al centro del progetto vi è la fotografia messa in scena, linguaggio che da anni caratterizza la ricerca dell’artista e che qui si apre a una dimensione partecipativa, trasformandosi in uno strumento di ascolto, collaborazione e costruzione condivisa dell’immagine.

Il lavoro prende avvio da un laboratorio che intreccia fotografia, scrittura e immaginazione. Attraverso fotografie autoriali, immagini vernacolari e materiali raccolti online, ogni partecipante è stata invitata a costruire una storia legata al tema dell’amore, inteso tanto come presenza quanto come mancanza. Da questo processo sono nati racconti e sequenze narrative che hanno successivamente trovato una traduzione visiva nella realizzazione di immagini fotografiche messe in scena.

Le fotografie esposte non nascono da uno sguardo esterno né da un intento documentario. Sono invece il risultato di un processo collettivo in cui le ragazze hanno contribuito alla definizione delle storie, alla scelta dei personaggi, alla progettazione delle scenografie e alla costruzione delle scene. Insieme ad altri abitanti dell’insediamento, diventano così autrici e protagoniste delle immagini stesse.

In continuità con la ricerca di Vannicola, la dimensione teatrale e narrativa della fotografia diventa uno spazio in cui realtà e finzione, esperienza personale e immaginario collettivo possono incontrarsi. L’immagine costruita non agisce come artificio, ma come possibilità di dare forma a ciò che spesso rimane invisibile o non trova rappresentazione. VOICES restituisce così una pluralità di sguardi e racconti, aprendo uno spazio di espressione capace di contrastare stereotipi e semplificazioni e di affermare la complessità delle persone e delle loro storie.